EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

premio-speciale-subiaco-citta-del-libro-2019-a-marco-damilano

Premio Speciale “Subiaco Città del Libro” 2019 a Marco Damilano

Per la scrupolosità della ricerca che ha caratterizzato sempre la sua poliedrica attività di autore, saggista, giornalista, per essere riuscito a esprimere con forza le sue convinzioni senza cedere mai alla tentazione dell’insulto e per aver incarnato l’esempio di chi per rispettare la parola, prima ancora di pronunciarla o scriverla sa che bisogna saperla ascoltare”.

Marco Damilano (Roma, 25 ottobre 1968) è un giornalista e saggista italiano, direttore de l’Espresso
Figlio di padre piemontese e madre irpina, allievo dello storico Pietro Scoppola, aderisce nel 1991 al partito politico La Rete[2] e si laurea in Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università La Sapienza di Roma con una tesi su televisione italiana e politicanegli anni cinquanta e sessanta del Novecento; ha successivamente conseguito un dottorato di ricerca in Storia dell’Italia contemporaneapresso l’Università degli Studi Roma Tre.

Ha intrapreso la professione giornalistica nel 1995 come redattore di Segno 7, settimanale dell’Azione Cattolica; lascia il giornale nel 2000 assieme al direttore Piero Pisarra in polemica con i vertici dell’Azione Cattolica.[3][4] Ha collaborato con Diario e Sette, magazine del Corriere della Sera. Dal 2001 è cronista politico e parlamentare de l’Espresso, di cui diventa prima vicedirettore nel 2015[5] e poi direttore il 25 ottobre 2017.[1]

Era ospite fisso della trasmissione Gazebo, condotta da Diego Bianchi (in arte Zoro) su Rai 3, e lo è tuttora della trasmissione Propaganda Live, anch’essa di Diego Bianchi, in onda su LA7. È inoltre opinionista dei programmi politici di LA7.