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Premio Editoria Virtuosa 2019 a Claudio Madau

Il premio “Editoria virtuosa” del Premio Nazionale “Subiaco Città del Libro” nasce con l’intento di offrire un riconoscimento a quegli attori che, operando all’interno del vasta ed eterogenea galassia dell’editoria, si sono distinti per il virtuosismo della loro attività.

Per il 2019 il premio sarà assegnato a Claudio Madau per la sua iniziativa “Dottor Libro”.

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Abbiamo intervistato Claudio Madau il 30 maggio 2019, presso la Biblioteca Angelica di Roma, dove ha moderato – insieme a Marco Proietti Mancini – la presentazione dei finalisti di Narrativa Edita del Premio “Subiaco Città del Libro” 2019.

Claudio Madau, in arte Dottor Libro, la prima domanda è spontanea: da dove arriva questo nome così bello, così speciale?
Il nome di Dottor Libro ha una storia in quanto nel 2016 quando l’ospedale San Giovanni mi ha dato l’ok per questa iniziativa è stato divertente perché io conosco uno scrittore giornalista italiano molto importante che si chiama Roberto Ippolito  – che tra l’altro adesso è un direttore di eventi – e nel momento in cui mi ha dato l’ok l’ospedale io ancora non avevo in mente quanto poteva durare questa rassegna (se erano tre o cinque presentazioni, se sarebbe durata nel tempo) però giustamente la prima cosa che lui mi disse è: “Adesso devi trovare un nome”. Allora diciamo che da lì, anche grazie a lui, è uscito questo Dottor Libro, ed è uscito un po’ per caso, però in verità secondo me è il nome più adatto perché è molto semplice e già nel nome si capisce qual è la finalità, cioè arrivare a rendere il libro quello che secondo me da sempre è: una cura sia dell’anima, ma anche del corpo perché comunque leggendo molto spesso trovi anche dei mali che tu hai e che qualcuno racconta e automaticamente tu sai che cosa hai.

Questo tuo passo finale introduce la domanda successiva, perché dietro all’idea del dottor libro si cela l’idea appunto del mondo del libro, della lettura siano balsamo per l’anima, ed è un’esperienza che tu stesso hai fatto.
Allora l’ho vissuta, per fortuna, non in un contesto ospedaliero, perciò non avuto fino ad ora per fortuna questa problematica del dover leggere in ospedale per tirarmi su l’anima; però – come ho detto prima – a me è capitato che magari stessi meglio dei momenti di particolare difficoltà o magari momenti di gioia e in quel momento mi è anche capitato tra le mani qualche libro che mi aiutava a capire meglio quel momento – che poi penso sia la cosa più importante la lettura, quando tu riesci a trovare dentro un libro una soluzione a un tuo momento che può essere di qualsiasi tipo, da uno stato depressivo ad uno di gioia.

Tu nasci come libraio: cosa rappresenta esercitare questa professione, cosa si cela dietro al ruolo del libraio oggi?

Il ruolo del libraio oggi è un ruolo molto particolare. Intanto farei una distinzione tra il libraio indipendente e il libraio delle catene. Questa distinzione la voglio fare perché l’indipendente – oltre alle difficoltà del libraio classico – ha anche le difficoltà di dover fronteggiare un mercato che molto spesso non può sostenere, in quanto naturalmente siamo in un periodo in cui ci sono dei monopoli a livello editoriale: un grosso gruppo Mondadori-Rizzoli, un grosso gruppo Messaggerie e per un libraio indipendente purtroppo accedere a quei libri non è facile, perché mentre con gli editori indipendenti i librai riescono anche ad avere dei rapporti diretti – e di conseguenza non c’è un investimento iniziale economico e si ha la possibilità di ottenere libri prima – è cercare di venderli perché appunto conoscendo i libri uno sceglie di proporli. Con la grossa editoria questo purtroppo non è possibile in quanto ti richiede un investimento economico (cioè quelli li devi sempre acquistare) perciò essere librai adesso secondo me significa avere tanta passione, tanta determinazione ed essere anche pronto a comunque vivere una vita in difficoltà, almeno nel primo periodo. Poi si presume che ad un certo punto le cose vadano meglio.

L’ultima domanda è: che tipo di lettore sei?
Allora diciamo che io sono un lettore abbastanza vario. Negli ultimi anni sto prediligendo scrittori italiani – proprio perché mi interessa scoprire la letteratura italiana perciò leggo quasi esclusivamente, almeno negli ultimi due anni, scrittori italiani. Ultimamente mi concentro soprattutto sui contemporanei, mentre prima cercavo magari più sul versante classico,  adesso mi interessa – anche per una questione di professione, però non solo per quello – mi interessa comunque la voce dei nostri scrittori, per capire anche come vedono il nostro stato attuale in tutte le situazioni possibili, da ciò che si ha a livello di situazione economica o politica, a qualsiasi altra cosa. Perciò, ora come ora, sono onnivoro, ma prediligo l’italiano.