EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

mangialibri-sito-libri-piu-visitato-italia-intervista-david-frati-fondatore-direttore-fieramente-libro-subiaco-citta-libro

Mangialibri.com è il sito sui libri più visitato d’Italia. Abbiamo intervistato David Frati, fondatore e direttore

David Frati è nato a Roma nel 1968. Ha fondato e dirige la rivista web “Mangialibri” il sito sui libri più visitato d’Italia, con decine di migliaia di recensioni, articoli, interviste e contributi da parte dei più grandi autori italiani.
È docente in alcune scuole di scrittura ed editoria e ha tenuto diversi stage universitari sull’argomento.
Nella “vita vera” fa il giornalista medico, scrive di Oncologia e Cardiologia su riviste specializzate e intervista medici su Oncoinfo.it, Cardioinfo.it e DrTaxi.it. In passato ha scritto sceneggiature e testi per la tv. Numerose serie di pupazzi degli ovetti Kinder sono farina del suo sacco (sì, avete capito bene!).

Come e perché nasce il progetto Mangialibri?
Mangialibri è nato, nel 2005, perché non sopportavo più il modo in cui nel nostro Paese si parlava (e ahinoi si parla) di libri. Quello di Mangialibri è sin dall’inizio un approccio anti-snobistico, allergico ai pregiudizi contro la letteratura di genere e all’odio per il bestseller che sembra animare tanti “addetti ai livori”, per usare una folgorante definizione di Roberto D’Agostino. Perché in campo cinematografico è considerato “fico” anche dalle élite intellettuali avere e dichiarare una passione per i B-movies e invece in campo letterario se qualcuno si azzarda a dire che gli piacciono i B-book viene crocifisso?

Qual è il valore aggiunto di lavorare in gruppo?
Mangialibri inizialmente era il mio blog personale e solo dal 2009 è un blog collettivo, anzi un grande magazine generalista dedicato al mondo dell’editoria. Negli ultimi anni sono passati per Mangialibri centinaia di recensori. Allo stato attuale siamo circa 80 sparsi in tutta Italia, dal Friuli alla Sicilia, con qualche collaborazione dall’estero (Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Germania, USA). Il redattore-tipo di Mangialibri invia 1 recensione ogni 10 giorni (abbiamo una tabella mostruosa su GoogleDocs con le scadenze fissate per ognuno di noi), altri ne scrivono 1 a settimana e poi c’è un nucleo di redattori esperti che sforna fino a 3 recensioni a settimana. Riceviamo circa 80 libri o ebook a settimana da recensire: a questi aggiungiamo recensioni di titoli del passato per arricchire le bibliografie degli autori che abbiamo sul sito, inseguendo l’attualità (per esempio la morte di uno scrittore, o il fatto che lo abbiamo intervistato) o i personali percorsi di lettura di ognuno di noi. Per darvi un’idea di cosa stiamo parlando, allo stato attuale abbiamo in lettura più di 1700 libri. Pubblichiamo ‘solo’ 15 recensioni al giorno, più 5-6 news e 1 intervista, sempre ogni giorno. Vorremmo fare dieci volte di più, ma purtroppo tutti lavoriamo a Mangialibri nei ritagli di tempo – la notte, spesso – e per pura passione.

Perché il concept del blog è legato alla gastronomia?
L’idea è quella di richiamare la bulimia, la golosità, la voglia di assaggiare sapori nuovi. Ma c’è anche un discorso di simbolo. Il linguaggio di Mangialibri è iconoclasta, ironico, pop, popolare – talvolta popolano. Non a caso il logo di Mangialibri è un panino. Ma non una baguette ‘parigina’, bensì una di quelle che a Roma si chiamano rosette, cioè un panino da muratore, da contadino, ripieno solo incidentalmente di pagine di libri anziché di salsiccia e cicoria.

Dal 2005 a oggi Mangialibri ha scalato le classifiche di ascolto e di popolarità del web letterario. Quali sono le principali difficoltà che avete incontrato lungo il cammino?
In questi quasi 15 anni Mangialibri, nel suo piccolo, ha contribuito a cambiare il modo in cui si parla di libri sul web. Ed è stato premiato dal pubblico, per questo: oggi un numero enorme di lettori segue il sito ogni giorno, nonostante ci si occupi SOLO di recensioni librarie e interviste agli autori, con passione e competenza ma anche con leggerezza, senza pubblicare post sulla politica, sulla cronaca o sulla società come invece fanno quasi tutti i blog letterari italiani. Un approccio che io amo definire “mainstream”, da rivista patinata intelligente. Il modello di sito sui libri imperante – e uso il termine imperante non a caso – nel nostro Paese è molto diverso. Devo amaramente constatare che lo spirito ‘popolare’ e la nostra proverbiale disponibilità a recensire narrativa di genere che ci permette di attrarre una fetta così importante di pubblico – quella guarda caso trascurata da tutti i “lit blog” italiani – diventa a volte una sorta di tallone d’Achille in questa nostra realtà culturale snobistica, elitaria e autoreferenziale: se sei popolare, agli occhi di ‘quelli che contano’ diventi subito nazionalpopolare e quindi volgare, anche (anzi, soprattutto) se fai tante, tantissime impression al mese più di loro.

Mangialibri è nata prima dell’era dei social. A tuo modo di vedere, in che misura il web e i social media possono contribuire alla diffusione della cultura?
Si può ovviamente fare molto con uno strumento così potente, a patto di saperlo usare. Su Mangialibri non si fa critica letteraria. Più umilmente cerchiamo di offrire un servizio giornalistico/informativo alle centinaia di migliaia di lettori che non sanno come orientarsi di fronte allo tsunami di libri che si abbatte sugli scaffali delle librerie ogni mese. Vogliamo prendere per mano la signora di mezza età che legge sull’autobus il bestseller primo in classifica che le hanno regalato a Natale e guidarla in un Paese delle Meraviglie in cui ci sono migliaia di altri libri che potrebbero piacerle da morire ma che lei non conosce, un po’ per i problemi dell’editoria italiana (monopoli, distribuzione, organizzazione degli spazi vendita, etc.) un po’ perché il linguaggio esoterico degli addetti ai lavori e lo snobismo dei cosiddetti intellettuali la respinge, la tiene lontana, la spaventa. Se il popolo non va ai libri, potrebbe essere una buona idea che i libri vadano al popolo. Noi di Mangialibri ce la stiamo mettendo tutta.

Come si fa crescere nel tempo un progetto web?
La ricetta è semplice, quasi banale: ci si dedica anima e corpo a quel progetto. In pratica nel nostro caso è significato (e significa ancora oggi dopo tutti questi anni) dedicare a Mangialibri OGNI ORA LIBERA, se necessario rimanendo a lavorare la notte – nonostante non si tratti di un lavoro retribuito. Per fare un esempio pratico, io dal 2005 mi sveglio ogni sabato e domenica alle 6 di mattina per scrivere recensioni. Dal 2005.

Come scegli le partnership e le collaborazioni parallele all’attività editoriale del blog?
Con numeri come i nostri siamo letteralmente assediati da richieste di partnership. Molto spesso siamo costretti – a volte controvoglia, a volte meno – a dire di no, perché quella collaborazione comporterebbe un ulteriore carico di lavoro in una situazione, come spiegato sopra, già assolutamente saturata. Le poche eccezioni che facciamo sono, lo dico senza ipocrisia, per situazioni che possono portarci un guadagno in termini economici e/o di visibilità oppure per eventi che ci paiono caratterizzati da quel genuino entusiasmo, quell’amore per la letteratura che è ciò che fa andare avanti anche noi, la benzina della nostra passione. È questo il caso del Premio Letterario Nazionale “Subiaco Città Città del Libro”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Avere un tale successo con Mangialibri da potermi permettere di dormire un’ora in più la domenica mattina.