EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

intervista-ad-aldo-putignano-di-homo-scrivens-fieramente-il-libro-premio-letterario-nazionale-subiaco-citta-del-libro

Intervista ad Aldo Putignano di Homo Scrivens

Dal 2019 Homo Scrivens ha avviato una collaborazione con il Premio Letterario “Subiaco Città del Libro”, per la nuova sezione dedicata al romanzo inedito. Con l’occasione, abbiamo approfondito la conoscenza della casa editrice in una chiacchierata con Aldo Putignano.

Aldo Putignano, scrittore e docente di scrittura, ha collaborato con la facoltà di Lettere delle Università Federico II e Suor Orsola Benincasa. È fondatore e coordinatore di Homo Scrivens, la prima compagnia italiana di scrittura, dal 2012 casa editrice. Per Homo Scrivens ha curato numerosi volumi fra cui Enciclopedia degli scrittori inesistenti 2.0 (con G. Marino, 2012), Faximile. 101 riscritture di opere letterarie (2016), Che pasticcio, dottor Loop! (2017), Dai fiori del male ai fiori di zucca (2018). È autore dei romanzi Social Zoo, con il quale ha vinto il Premio speciale Carver 2013, e Vita di Schiele, testo vincitore dei premi letterari nazionali L’Iguana e Megaris. Nel 2017 ha ricevuto il Premio Amato Lamberti per la Cultura.

Aldo Putignano: come e da quale impulso è nata questa casa editrice?
Siamo nati come gruppo di scrittori, tutti interessati a diffondere la nostra passione, collaborando con editori, organizzando eventi e presentazioni: da qui la prima compagnia italiana di scrittura e, dieci anni dopo, in continuità con tutto il lavoro svolto in questi anni, la casa editrice.

Cosa vuol dire essere un editore indipendente nel 2019?
Non è una scelta: in un mercato asfittico gioverebbe sempre far rete, e siamo sempre interessati a partecipare a gruppi o associazioni nei cui valori ci ritroviamo, come Pen e Odei, ad esempio. L’importante è essere padroni delle proprie scelte, anche perché è sulle nostre scelte che chiediamo il consenso dei lettori. Non è facile, ma occorre determinare le priorità, e la nostra è far letteratura, per cui pubblicare buoni libri val più di qualche copia venduta in meno.

Quali sono i criteri di selezione nella scelta delle opere che saranno pubblicate?
Homo Scrivens si occupa di narrativa italiana e in questo settore, senza distinzione di genere, operiamo da sempre. Così siamo riusciti a intercettare molti talenti e a portare avanti autori e titoli che hanno conquistato col tempo grande attenzione: per riuscirci, però, occorre che l’autore si metta in gioco completamente, e lavori al testo con massimo impegno e disponibilità. Non ci sono scorciatoie, se una buona idea può diventare un buon libro questo dipende soltanto da noi, e non possiamo accontentarci.

Breve sguardo all’indietro: quali libri, tra quelli attualmente fuori catalogo, vi piacerebbe pubblicare nuovamente, e perché?
Essendo ancora giovani, abbiamo pochi libri fuori catalogo, ma già abbiamo iniziato a ripubblicare alcuni titoli importanti (fra questi L’unica ragione di Vincenza Alfano), e soprattutto della collana Scout che adesso non c’è più. Altro discorso meritano i libri ceduti ad altro editore, come nel caso di Serena Venditto, prestata a Mondadori: in questo caso però non possiamo che augurare a lei e al suo gatto detective grande e duratura fortuna presso un marchio così prestigioso.

Ormai da qualche anno, presso tanti editori, sono aumentati i titoli pubblicati. Le case editrici hanno costi non indifferenti, compreso il reso e il macero delle giacenze. Come funziona questo aspetto e quali potrebbero essere le possibili soluzioni a questa realtà?
L’aumento del numero dei titoli è inversamente proporzionale alla diminuzione dei costi di stampa col digitale. Considerando l’effetto novità, talvolta val più la pena lavorare su un titolo nuovo che rilanciare uno già uscito da tempo, e questo crea a sua volta l’aumento di giacenze.
La nostra proposta è nelle rassegne, eventi a più autori in cui novità e titoli usciti già da qualche anno si incontrano e si promuovono insieme: un buon libro non invecchia, ma rigenerare entusiasmo non è sempre facile, non immaginate quanto sia difficile convincere un autore a promuovere un libro uscito più di un anno prima…

Qual è il rapporto della Homo Scrivens con i social media e che tipo di comunicazione adotta la casa editrice per promuoversi?
Pagina Facebook e sito web sono al centro della nostra campagna, con articoli e interviste letterarie destinate anche a un pubblico di non utenti di Homo Scrivens. La nostra attività di promozione si gioca però su canali diversi, anche non mediatici: i laboratori di scrittura, ad esempio, e le fiere letterarie; la promozione deve essere un’occasione di confronto, non una vetrina e basta, ed è importante riuscire a non prendersi troppo sul serio.

Un suggerimento a chi vorrebbe lavorare in una casa editrice: quali sono le competenze necessarie e quale percorso formativo suggerireste?
Innanzi tutto occorrono competenze, e lo dico perché talvolta ci imbattiamo in persone che ancora credono che per pubblicare o scrivere libri basti un vago desiderio e un pizzico di ispirazione. Occorre a mio avviso avere un orientamento manageriale, e ragionare sul libro come un prodotto, il che ovviamente non vuol dire che sia un prodotto scadente. Inoltre, bisogna amare i libri: senza vocazione il gioco non funziona, nessuno di noi se lo può permettere.

Nel lavoro di un aspirante scrittore, quali sono le caratteristiche che vi convincono a pubblicarlo?
Competenza, letture, capacità d’innovazione. E un impegno costante nel promuovere il libro, quando sarà pronto a sfidare il mondo. È l’unico sacrificio che chiediamo: non vogliamo contributi, non prepariamo note spese, ma non vogliamo trovarci da soli a promuovere un libro il cui autore si defila. Chi si comporta così è per me una pessima persona, noi investiamo anche emotivamente in quel che pubblichiamo.

Quando e come ha intrapreso  la collaborazione con il Premio Letterario Subiaco Città del Libro?
In occasione della recente fiera romana, Più libri più liberi. Trovarsi d’accordo è stato facilissimo, ne condividiamo le motivazioni, ne apprezziamo l’energia. Ci siamo subito detti di sì.

Book blogger: quali seguite e apprezzate di più?
Ammetto che su questo ne so poco, per fortuna in casa editrice ci sono persone più aggiornate di me, io sono un vecchio topo da biblioteca.

Progetti futuri targati Homo Scrivens?
Stiamo lavorando molto per portare all’estero e su altri media alcuni nostri libri. La sensazione è che il lavoro e le scelte di questi anni inizino a ripagarci: speriamo sia così, anche per chi ha creduto in noi quando eravamo appena nati, o soltanto una compagnia di scrittori un po’ folli. Per il resto, continueremo il lavoro di scouting ad ampio raggio, secondo nostra tradizione, con laboratori e anche con concorsi letterari come questo, in cui crediamo molto.