EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

Gli-anni-belli-di-Marco-Proietti-Mancini-Fieramente-Il-Libro-2013

Gli anni belli di Marco Proietti Mancini

 

“Gli anni belli. Una storia d’amore a Roma tra le due guerre” di Marco Proietti Mancini sarà presentato a Fieramente Il Libro il 16 giugno 2013 presso la Rocca Abbaziale di Subiaco.

Un romanzo che, lungi dall’essere un trattato di storia, conserva le radici e la memoria, i nomi del tempo assegnati dagli uomini, prima di scoprire che è quel tempo ad aver comando su di loro, trasformando l’intorno in un istante singolo o lasciando tutto identico e immutabile per decenni.

L’autore: “Abbiamo bisogno di scrivere parole perché la nostra impronta in questa vita non si cancelli mai. I figli e le parole scritte sono il modo che ha ogni uomo di lasciare una traccia indelebile della propria vita.”.

Il libro rappresenta in parte il seguito dell’opera precedente “Da parte di padre”, perché racconta una storia diversa, in maniera autonoma. Certamente segue il precedente nella vita di Benedetto, come periodo storico e come descrizione dell’ambiente storico-politico. Ma è anche la storia d’amore di tutte le coppie che si sono innamorate in quel periodo, in cui l’amore era l’unica vera grande forza positiva capace di far reagire gli uomini rispetto a tutti i fattori esterni, alle difficoltà e agli stenti di quegli anni. In realtà, poi, le storie d’amore descritte in questo romanzo sono più di una perché c’è anche la descrizione di altri amori più maturi, diversi da quello dei due protagonisti.

Nel libro è citato anche il titolo di un romanzo di Gianrico Carofiglio “Il passato è una terra straniera”, dove si parla di un passato individuale; Marco Proietti Mancini ha esteso il concetto a un passato comune, per imparare a conoscerlo, riconoscendo anche i sintomi dei mali che tornano. “La storia siamo noi”, altra citazione, che ha lo stesso intento di non abdicare la responsabilità che abbiamo di trasmettere il passato.

La dedica “alla Musa che mi possiede, che crea le parole dentro me, cancella ogni stanchezza. Senza di lei non avrei emozioni, senza emozioni non avrei parole, senza parole non avrei vita… ” racchiude il significato che la scrittura ha per Marco Proietti Mancini: l’essere posseduto dalle emozioni che gli vivono dentro. Ci sia concesso: origini sublacensi nell’opera e nell’autore che siamo felici di condividere.