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Editoria virtuosa e... donna! Focus: Azzurra Cerri e Monica Martinelli

Editoria virtuosa e… donna! Azzurra Cerri e Monica Martinelli

Uno dei premi del nostro concorso nazionale “Subiaco Città del Libro” è quello all’editoria virtuosa.
Nelle ultime due edizioni il riconoscimento è andato a due donne, Azzurra Cerri e Monica Martinelli, che si sono impegnate e continuano ad impegnarsi per la diffusione e la difesa del libro e della lettura, combattendo la loro personale e pacifica crociata nell’ambito delle loro rispettive attività lavorative con occhi attenti a tematiche sociali di rilievo.

Azzurra e la dipendenza da gioco d’azzardo

Azzurra Cerri, la nostra vincitrice 2015, è la giovane di Viareggio che ha coraggiosamente bandito le slot machines dal suo bar “Why Not?” per sostituirle con il calore e il colore di tanti libri a disposizione degli avventori del suo locale.

Una scelta coraggiosa perché Azzurra sapeva a cosa andava incontro, ma ha comunque optato per la soluzione economicamente meno vantaggiosa per lei, in nome di principi e valori in cui crede caparbiamente. In un’intervista Azzurra racconta quanto fosse detestabile e inaccettabile la situazione del suo locale ai tempi delle slot machines, quando aveva appena rilevato l’attività:

«Vedevo molte donne, soprattutto anziane, pensionate, che si rovinavano. Dalla mattina alla sera per recuperare 200 euro. Gente che andava fino in fondo, fino all’ora di chiusura per non tornare a casa a mani vuote, altri che entravano approfittando degli ultimi minuti di apertura del bar per fare la loro giocata: «Signora devo chiudere. E l’altra scoppiava a piangere: ‘Ancora un attimo, devo recuperare‘.Un signore entrava e senza dirmi niente andava ad accendere lui le slot che io tenevo spente. Altri venivano alla cassa per chiedermi soldi: ‘Azzurrina mi dai 10 euro?’. Altri ancora litigavano tra di loro, proprio per le slot. Restavano ore e consumavano solo un caffè».

Leggi tutta l’intervista

Ora Azzurra offre un caffè e un sorriso a chiunque le porti un libro da aggiungere ai suoi scaffali al Why Not? e organizza eventi culturali o, come di recente, corsi di scrittura creativa.

Monica e la discriminazione di genere

Monica Martinelli ha ricevuto il Premio Editoria Virtuosa lo scorso settembre per il suo lavoro alla Settenove, la casa editrice per bambini e ragazzi da lei stessa fondata nel 2013, che gestisce personalmente. Il catalogo della Settenove è interamente dedicato alla prevenzione della discriminazione e alla lotta contro la violenza di genere, con una produzione che, oltre agli albi illustrati, include anche saggi, romanzi e libri per la formazione continua. Le loro pubblicazioni non offrono risposte né modelli da seguire, ma tentano di preparare il terreno di un immaginario più libero in cui i più piccoli possano sviluppare se stessi in piena autonomia, serenità e libertà.

Per esempio, C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa? o Papà aspetta un bimbo danno visibilità a modelli positivi di comportamento all’interno della famiglia che di solito non vengono rappresentati. La domanda proposta nel primo titolo, volutamente retorica, intende rovesciare uno dei più diffusi stereotipi di genere con cui le bambine, loro malgrado, devono confrontarsi e crescere. Nel secondo libro, invece, si narra l’attesa durante la gravidanza vissuta dal punto di vista del padre, con i suoi sogni, le sue paure e le sue incertezze, ma con tutta la volontà di partecipare attivamente alla vita del figlio. Un terzo progetto a cui Monica tiene particolarmente è Di pari passo, pensato per la scuola media di primo grado, in cui si lavora sugli stereotipi, la gestione dei conflitti, il cyberbullismo e il microbullismo di genere tra i banchi di scuola.

Monica Martinelli è convinta visto che

“visto che i luoghi comuni sono radicati nella nostra società e cultura, per estirparli occorre partire proprio dall’educazione dei più piccoli perché un bambino è ancora in tempo e può farcela!”.