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Demetrio Paolin, Conforme alla gloria: una breve recensione

Demetrio Paolin, Conforme alla gloria: una breve recensione

Nel 2016 con il suo secondo romanzo, Conforme alla gloria,  edizioni  Voland, Demetrio Paolin è stato tra i 12 autori della Selezione Premio Strega, finalista al Premio Tropea 2016 e vincitore del  nostro Premio Letterario “Subiaco Città del Libro”, dov’era finalista con Beppe Sebaste e Fabio Viola (leggi il post)

Il libro

Alla domanda, “Qual è stata la molla che l’ha spinta a scrivere Conforme alla gloria?”, Paolin risponde:

“Il mio desiderio era di provare a ragionare e riflettere su cosa è uomo oggi, su cosa è male e bene oggi. Su che significato abbiano parole come Dio, colpa, mondo, bellezza, sofferenza. E per parlare dell’oggi ho preferito guardare al nostro passato, facendo come i sommersi del XX canto dell’Inferno, che camminano con il capo torto all’indietro. Se questa poi sia una dannazione o una benedizione non so, ma il libro infine è ciò che conta e il libro è uscito come io volevo che uscisse”.

(Leggi l’intervista completa sul sito del Premio Strega)

Ma qual è la storia che ha conquistato sia i professionisti della giuria di qualità che i lettori della giuria popolare del Premio “Subiaco Città del Libro”? Questa in breve la sinossi.

Sinossi

Amburgo, 1985. Rudolf Wollmer fa il sindacalista, ha una moglie, un figlio adolescente e l’incubo di un padre scomodo, una ex SS che morendo gli ha lasciato in eredità la casa di famiglia. Deciso a sbarazzarsene subito, ritrova, tra gli oggetti del vecchio, un quadro intitolato La gloria. L’immagine è minacciosa ma nasconde un segreto ancora più terrificante. Nel tempo, la vicenda di Rudolf e del quadro si intreccia con quella di Enea Fergnani ‒ ex prigioniero a Mauthausen sfuggito allo sterminio del lager grazie alla sua abilità artistica e proprietario di un negozio di tatuaggi a Torino ‒ e della giovane modella Ana…

Un romanzo duro, controverso,  ma sorprendente per il suo stile intenso e nitido, che è  una riflessione sul rapporto tra vittima e carnefice e su quale sia il confine tra umano e disumano.

L’autore

Demetrio Paolin (1974) vive e lavora a Torino. Ha pubblicato il romanzo Il mio nome è Legione (2009), i saggi Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana (2008) e Non fate troppi pettegolezzi (2014) e diversi studi critici su Primo Levi. Ha collaborato con il “Corriere della Sera” e “il manifesto”. Conforme alla gloria, il suo secondo romanzo, esce a sette anni di distanza dal primo.

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Foto credit: mangiapagine.blogspot.it