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A ottobre la storica Libreria Colacchi riaprirà al centro de L’Aquila

Gli uomini sognano più il ritorno che la partenza” scriveva Paolo Coelho e probabilmente è proprio così o lo è, quantomeno in questo caso, per tutti quelli che sognavano davvero questo ritorno, per tutti coloro che avvertivano tra le tante mancanze anche quella legata alla luce soffusa della storica Libreria Colacchi, al profumo della carta, all’atmosfera magica da cui si veniva rapiti varcando quel portone austero che imponeva contegno e costringeva a lasciare fuori gli schiamazzi del mondo che corre.

Si avvera un sogno, è proprio così, e non solo per gli Aquilani; un sogno che coinvolge tutti coloro che ostinatamente considerano la Libreria il luogo della Resistenza, Resistenza della Mente, del libero Pensiero, della Ricerca di Verità, della Curiosità.

Ciò che “ritorna”, racchiude in sé il senso della rinascita, e con essa la dimostrazione che la parola “fine” non sempre è definitiva. Auguri, dunque, per questo nuovo cammino, auguri a chi ha avuto il coraggio di questa scelta!

Vogliamo sperare che la Libreria Colacchi richiami tanti visitatori, che tra i suoi scaffali si incontrino e si sfiorino vecchie e nuove generazioni, studenti e universitari di una città che ha saputo accogliere e che sta tornando a vivere.

La libreria riaprirà entro ottobre, ma non nella storica sede di Palazzo Pica-Alfieri, in via Bafile, bensì su corso Vittorio Emanuele, negli ampi (più di 500 metri quadri) ed eleganti locali di Palazzo Cipolloni-Cannella, a due passi da Piazza Duomo, quindi sempre in centro, lì dove per anni hanno regnato il silenzio e il buio.

Possiedo spartiti musicali comperati dal signor Alessandro, e li riconosco tra le altre centinaia e centinaia di pagine musicali in mezzo alle quali giacciono; in fondo, sulla destra della storica sede, c’era una sezione dedicata alla Musica, non fornitissima, ma sufficiente per soddisfare la voglia di arricchire il proprio repertorio o semplicemente per scovare qualche edizione difficile da reperire.

Ho scritto giacciono, ed è proprio così, da dieci lunghi anni, perché all’indomani del 6 Aprile 2009, più o meno inconsapevolmente, anche quelle pagine sono state sommerse dalle macerie della mente e del cuore: sono state pertanto dimenticate o, per meglio dire, accantonate. Questa notizia, ora, come una folata di vento rigenerante che scompiglia e scuote, ha rimosso la polvere dell’incuria e ha generato una voglia irrefrenabile di dare voce proprio a quelle note, di suonare ancora e al meglio quella Musica forzatamente muta.

Grazie Giovanni, grazie Matteo, perché, prima ancora che il vostro progetto sia compiuto del tutto, la vostra iniziativa ha già dato i suoi frutti. Io vado a suonare e sono certa che, così come me, siano in tanti coloro che sentiranno irrefrenabile il desiderio di riprendere fra le mani testi che provengono proprio dalla storica Libreria Colacchi nell’attesa di fare ritorno in questo luogo dell’Incontro e consapevoli che se la terra che trema può sospingere lontano come schegge impazzite l’esistenza di molti sopravvissuti, un libro può compiere il miracolo inverso, quello di catalizzare come una forza centripeta chi si è sentito improvvisamente disorientato e perso.

Alda Lollobrigida
Vice-Presidente del Comitato “Subiaco Città del Libro”