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15 giugno 2019: Marco Proietti Mancini presenta “Non serve nascondersi” a Subiaco

Sabato 15 giugno 2019, in occasione della settima edizione di Fieramente Il Libro – Festival della Parola, lo scrittore Marco Proietti Mancini presenterà il suo nuovo libro Non serve nascondersi, una raccolta di racconti edita da Miraggi Edizioni.

L’evento si terrà a Subiaco, nella piazzetta in via degli Opifici alle ore 17:00. A seguire, sarà possibile incontrare l’autore per il firma copie presso la Libreria Mondadori Point di Subiaco.

Abbiamo intervistato Marco Proietti Mancini il 30 maggio 2019, presso la Biblioteca Angelica di Roma, dove ha moderato – insieme a Claudio Madau – la presentazione dei finalisti di Narrativa Edita del Premio “Subiaco Città del Libro” 2019.

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Marco, sei un affezionato amico del comitato e per te l’appuntamento con i finalisti non è certo una novità. Che emozioni ti suscita ogni volta essere qui con noi?
Eh, intanto non ci dovevo essere quest’anno ma a causa defezione e spostamento ho avuto piacere di esserci ancora. Uno dice sempre, il prossimo anno cambiamo, rinnoviamo.. poi invece no! Potresti farlo te? Certo. L’emozione è enorme, enorme per tanti motivi. È enorme perché questo posto meraviglioso, invito tutti a venire a visitarlo. Quando vediamo film come “Il nome della rosa” o pensiamo a posti stupendi pieni di libri pensiamo che siano scenografie, poi invece a Roma, in centro raggiungibile, aperto a tutti gratuitamente ci sono posti in cui libri antichi vanno da terra fino al soffitto ed è un soffitto alto 15 metri, quindi l’emozione è per il posto. L’emozione è perché ogni volta che si parla di Subiaco si parla del mio cuore antico, quindi per me è  ritrovarmi a respirare l’aria di casa e poi perché ho modo di parlare con persone sempre interessanti e stimolanti che sono gli autori che durante gli anni sono arrivati ad essere i finalisti. Quest’anno poi, è un anno… adesso senza nulla togliere agli autori degli anni scorsi, ma quest’anno sono tre autrici, ho già detto che per me il fatto che tre donne siano arrivate a essere finaliste per pieno merito è qualcosa di straordinario. Una dimostrazione che questo è un concorso – non ci sarebbe neanche da dirlo, ma evidentemente… – un concorso di grandissima pulizia. Si basa esclusivamente sul merito.

Sei uno scrittore, se dovessi scegliere tre aggettivi con cui definire la scrittura, il rapporto con la scrittura stessa qualche sceglieresti?
Ma, il primo è sicuramente passione, perché questo è un mestiere che si fa per passione. Qualsiasi altra cosa ne derivi, beneficio o stimolo, non è consistente se non lo fai per passione. Diventa un lavoro come tanti altri, il lavoro viene da “travaglio: fatica”, invece scrivere non è fatica… scrivere è passione. Il secondo aggettivo, non lo so se è un aggettivo, è transfer, perché come dicevamo poco fa lo scrittore è contemporaneamente attore di ciò che scrive e inventore di storie e quindi deve essere capace di trasportarsi e auto trasportarsi in una storia che gli viene da dentro. Il terzo aggettivo è felicità, perché quando c’è tutto il resto… la felicità non è frequente nella vita di una persona, ma se tu riesci a scrivere con passione e vivendo le storie che scrivi, ti rendi conto quando stai scrivendo, che in quel momento sei felice ed è una bella sensazione.

Conosci da anni il nostro Comitato, un messaggio per il presente è un augurio per il futuro.
Il presente contiene anche l’augurio futuro, ma quello per il futuro verrà comunque dopo. Il presente è la bellezza di continuare a crescere, perché sette anni (se non mi ricordo male), dalla prima edizione, anno dopo anno diventa sempre qualcosa che coinvolge, che si estende, che attira attenzione come un gorgo benefico che fa volare invece che far affondare. E per il futuro (al di là, appunto, di continuare a crescere), è quello di riuscire sempre a mantenere forte il legame col territorio, con le persone, con i lettori, con chi veramente da senso a scrivere, e cioè chi legge. Adesso mi attiverò forse delle antipatie, però per me la scrittura è qualcosa che non ha nulla di intellettuale e ha molto di popolare e quindi questo è un premio veramente popolare… popolare per concezione, popolare per meccanismi e regole popolare per usufruttori.

Ultima domanda: mi sono fatta ispirare dalla cornice che ci ospita oggi, la Biblioteca Angelica: che tipo di lettore sei?
Allora sono un lettore, ossessivo compulsivo, nel senso che veramente non mi stanco mai e leggo qualsiasi cosa, non metto nessuna barriera, non metto nessun vincolo e sono ancora capace sia di leggere un libro di favole per bambini o un romanzo dell’Ottocento con una scrittura che oggi potrebbe sembrare lontana… l’unica cosa, questo sì, per me la scrittura deve essere piacere e la lettura piacevole è la lettura popolare. Quindi che io leggo, stavo citando prima David Copperfield dell’edizione del 1963, curato e tradotto da Pavese, io mi ci devo perdere dentro, devo tornare in quelle atmosfere… quella è la letteratura popolare, anche se è letteratura alta è leggibile da tutti.